Alba dalla Tofana di Mezzo

"Galoppa, fuggi, galoppa, superstite fantasia. Avido di sterminarti, il mondo civile ti incalza alle calcagna, mai più ti darà pace". D.Buzzati

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venerdì 24 gennaio 2014

La ricetta della Notte Perfetta - ANTEPRIMA n.3 "Il cervo lo sapeva"

- 5 GIORNI ALL'USCITA DEL LIBRO !


Copertina - Uscita: 29 gennaio 2014


ANTEPRIMA n. 3

dal racconto "Il cervo lo sapeva", pag. 13


L’uomo, ben coperto e ben armato, avanzava deciso nel mistero del bosco. Sussurri di neve si facevano spazio tra i rami e il cacciatore tratteneva il fiato per non fare rumore. Con un cenno della mano invitava il suo bambino a seguirlo: era abbastanza grande da poter comprendere l’arte del mestiere. La barba dell’uomo raccontava il tempo trascorso e i suoi passi pesanti erano come piume nella neve che cominciava a cadere. Il figlioletto si dimostrava già abile ed esperto come uno gnomo: schivando sassi e tronchi caduti, saltellava dietro al padre in assoluto silenzio, respirando a fondo l’aria fresca dell’alba.

Poco lontano il re della foresta alzava le corna alla luce del sole e con il muso spingeva il suo cucciolo fuori dalla tana. Le zampe del piccolo erano ormai abbastanza forti da poter correre abili nel bosco. Le innumerevoli punte sulle corna del cervo svelavano che l’animale doveva avere parecchi anni e la sua “corona” era destinata a passare sul capo del figlioletto. Il cucciolo, mentre varcava la soglia del suo castello di foglie, aveva gli occhi grandi e intimoriti. Le lunghe ciglia nere cominciavano a inumidirsi di neve e il piccolo assaporò per la prima volta l’immensità dello spazio intorno.

Intanto l’uomo, seguito dal bambino, penetrava nel bosco. Da tempo aveva individuato la tana del cervo. Dopo innumerevoli tentativi falliti, questa volta sapeva esattamente dove aspettarlo. L’avrebbe preso alle spalle, la bestia non si sarebbe nemmeno accorta dello sparo. Già immaginava lo sguardo orgoglioso del figlio quando lo avrebbe accompagnato a toccare da vicino la preda ormai esanime. I suoi pensieri furono presto interrotti da un movimento tra i rami. Il cacciatore, certo che lì in mezzo ci fosse il re del bosco, tirò da una parte suo figlio, nascondendosi esattamente nel punto che aveva previsto.

Nello stesso momento il cervo varcava le rive del bosco. Il cucciolo, ancora inesperto, era rimasto poco più indietro. Il re si avvicinò alle fresche acque del ruscello, aspettando ansioso che il suo piccino arrivasse accanto a lui per assaporare la dolcezza della sorgente. Già immaginava lo sguardo sorpreso del cucciolo nel vedersi per la prima volta riflesso nell’acqua, nel sentire la consistenza strana dell’acqua. I suoi pensieri furono interrotti da uno scricchiolio sospetto tra i rami.

Era il cacciatore. Lo sapeva. Non era così stupido: l’uomo si era preparato, convinto di braccarlo ma il cervo lo sapeva. (...)

 
Continua ...

Irene Pampanin