Alba dalla Tofana di Mezzo

"Galoppa, fuggi, galoppa, superstite fantasia. Avido di sterminarti, il mondo civile ti incalza alle calcagna, mai più ti darà pace". D.Buzzati

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mercoledì 22 gennaio 2014

La ricetta della Notte Perfetta - ANTEPRIMA n.1 "Notte di carta"

- 7 GIORNI ALL'USCITA DEL LIBRO !


Copertina - Uscita: 29 gennaio 2014


ANTEPRIMA n. 1

dal racconto "Notte di carta", pag. 25


(...) Ho il viso rivolto verso l’alto. Le stelle si illuminano come schegge di neve sotto la luna. L’Orsa Maggiore spicca chiara nel cielo. I contorni scuri delle montagne stanno appesi come quadri alla volta celeste. La via Lattea indica sempre il sentiero che conduce all’infinito.

Guardo incantata la parte di mondo che preferisco e sento il mio respiro diventare lento ed evanescente: entra bianco, esce nero. Sotto le stelle l’ombra scura diventa più nitida, i contorni della roccia sporgono dal cielo e la montagna lentamente si scopre mostrando la sua pelle.

Riconosco ogni piega, ogni briciola di ghiaia, ogni schizzo di neve incastrato tra le fessure. Sento l’aria della mia valle lontana entrarmi nelle narici ed esplodere nel cuore. Allungo le dita verso la montagna accarezzandone i contorni inviolabili. Una forza invisibile si stacca dalla cima e mi sprofonda nell’anima: i miei capelli si muovono insieme alle nuvole, i miei occhi si riempiono di costellazioni. Rimango sospesa. La montagna sfiora il cielo e io sfioro la montagna. Non c’è più distanza. In un momento, lungo un attimo e profondo quanto l’eterno, sono di nuovo a casa, senza viaggiare, senza prendere alcun treno.

Il silenzio intona la sua musica, i passi dei cervi scandiscono il ritmo del bosco e la terra si lascia sfuggire qualche nuovo fiore. Il ruscello, sfregandosi contro i sassi, produce il suono di violini ghiacciati.

Come un’aquila, guardo dall’alto la mia valle: la vedo dormire e mi accorgo di quanto è bella, di una bellezza tale che mai avrei notato se non me ne fossi allontana. Vorrei rimanere... La montagna sembra volermi dire “ti aspetto”. «Aspettami», dico io, «torno presto». (...)


Continua ...

Irene Pampanin