Alba dalla Tofana di Mezzo

"Galoppa, fuggi, galoppa, superstite fantasia. Avido di sterminarti, il mondo civile ti incalza alle calcagna, mai più ti darà pace". D.Buzzati

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giovedì 10 aprile 2014

Recensione: "Giulietta non ama Romeo" di Roberta Manzoni


IL VOSTRO SPAZIO
NEL MIO BLOG
rubrica letteraria e culturale, dal 19 marzo 2014

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RECENSIONE

"Giulietta non ama Romeo" 
di ROBERTA MANZONI

0111 Edizoni, anno 2013

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UNA STORIA CHE SI LEGGE TUTTA D'UN FIATO!

Toglietevi dalla testa Shakespeare. “Giulietta non ama Romeo” è tutta un’altra storia. Bando alle frasi fatte, alle scene romantiche per eccellenza, alle parole scontate, ai sentimenti descritti in modo fin troppo smielato. Qui siamo di fonte ad un libro senza fronzoli, un libro forte, un libro che racconta una grande storie d’amore (quella di una ragazza per sua sorella) con schiettezza e semplicità, con una sincerità che colpisce e “fa male” perché, nero su bianco, c’è una storia di degrado che non si discosta poi tanto dalle vicende che ci raccontano le cronache attuali. 

A parlare in prima persona è Pompea, la quinta figlia di una prostituta (Giulia) che nemmeno ricorda chi sia il padre della ragazza. Pompea cresce in un quartiere degradato di Roma, costretta sin da piccola ad assistere a scene scabrose e indecenti, sola e senza alcun punto di riferimento, imparando a non avere paura di nulla e che “Giulietta ha tanti Romeo ma non ne ama nemmeno uno”. Pompea racconta di come la sua vita cambia nel momento in cui Giulia dà alla luce Sesta, una bimba affetta dalla sindrome di down, ignara di tutto ciò che le accade attorno e, di conseguenza, capace di dare amore e fiducia incondizionatamente. Pompea se ne prende cura, le fa da mamma, la difende dalle risa dei compagni: Sesta diventa per lei l’unica ragione di vita, simbolo d’innocenza e tenerezza. Quando entrambe, iscrivendosi al collegio, riescono a “fuggire” da quel mondo di sesso, alcol e droga, lo spiraglio di una vita migliore sembra finalmente essere alle porte. Sarà un gesto inaspettato di Giulia a rimettere in discussione tutto, a dare il via ad una serie di episodi di vendetta tanto crudeli quanto inaspettati. Nemmeno l’innocente Sesta verrà risparmiata dalla durezza della vita. 

 L’autrice, Roberta Manzoni, scrive in modo fluido e conciso, talmente scorrevole che, lo ammetto, ho letto il libro tutto d’un fiato. 
Cosa mi ha colpito? A parte la schiettezza del racconto, sicuramente il fatto che in una storia tanto dura (e cruda) ci sia sempre, tra le righe, un barlume di speranza. Sesta stessa è l’immagine della speranza, della tenerezza, dell’amore incondizionato. Roberta mette la speranza in tutto, basta saperla cogliere. Penso all’immagine della Madonna con Gesù o a quella frase che dice: “Chiunque ama. Anche il più disilluso arriverà a provare qualcosa per qualcuno”. 

La parola “amore” viene utilizzata dall’autrice per intendere un qualcosa che va ben oltre quello che può essere il rapporto tra un uomo e una donna (tra due fidanzati, per intenderci). E’ un amore dalle mille facce: quello incondizionato e totale di Sesta, quello quasi “ossessivo” di Pompea per la sorella, quello di Giulia schiacciato dalle avversità della vita, quello puro di Michele, quello marcio e “sporco” dell’uomo che per un po’ s’insinua nella loro casa. E’ un amore, in tutti i casi, che deve farsi perdonare qualcosa. 

Leggendo il libro ci si aspetta che da un momento all’altro quel perdono arrivi, fino alla fine, fino al drammatico epilogo che nella sua durezza lascerà, di nuovo, spazio alla vita. E questa volta Giulietta amerà Romeo? 

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Perché leggerlo: 
è una storia che non può lasciare indifferenti. Ti resta sulla pelle per giorni. Questo è il bello dei libri “profondi”. 

La citazione: 
“L’AMORE T’INDOSSA”.


recensione di Irene Pampanin
DESTINATA IN VIA ESCLUSIVA ALLA RUBRICA TACUìN. E' VIETATA OGNI RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, DELLA STESSA.

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