Alba dalla Tofana di Mezzo

"Galoppa, fuggi, galoppa, superstite fantasia. Avido di sterminarti, il mondo civile ti incalza alle calcagna, mai più ti darà pace". D.Buzzati

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domenica 30 marzo 2014

"L'angelo oscuro" di Jacopo Delia. Intervista all'autore


IL VOSTRO SPAZIO
NEL MIO BLOG
rubrica letteraria e culturale, dal 19 marzo 2014

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Oggi la rubrica Tacuìn vuole presentarvi un autore esordiente giovanissimo, Jacopo Delia
Suo è "L'ANGELO OSCURO" (0111 Edizioni), un urban fatasy che invita a riflettere su temi delicati e tragici ma, purtroppo, all'ordine del giorno. L'elemento fantastico serve a Jacopo per raccontarci una storia che va al di là della storia fine a se stessa: c'è un messaggio nascosto tra le righe. 

Chi può davvero decidere quale sia la giusta punizione?
Forse un angelo (oscuro) ...

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Biografia

Nato a Reggio Emilia il 19 marzo 1992, vive in un piccolo paese fra le colline parmensi. Ha studiato al liceo scientifico e ora frequenta l’università di Scienze Motorie di Parma. Ha un’ infinita passione per l’arte e per la musica, infatti ha suonato in diversi gruppi e ora ne sta facendo nascere uno nuovo. “L’Angelo Oscuro” è il suo romanzo d’esordio.*



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Ciao Jacopo! Benvenuto! Come mi hai fatto notare, sei nato lo stesso giorno della mia rubrica Tacuìn. Dunque, non potevi proprio mancare. Innanzitutto, come leggiamo dalla tua biografia, sei giovanissimo. Parlaci un po’ di te: chi è Jacopo Delia? Crescere in un piccolo paese in mezzo alla natura ha influenzato, in qualche modo il tuo carattere e il tuo modo di vedere le cose?

Ciao, Irene, ti ringrazio tanto per lo spazio che mi hai concesso! Sono un ragazzo piuttosto riservato che ama avere propri spazi quando ha bisogno di riflettere. Per questo, una dimensione come quella del paese in cui vivo mi permette di isolarmi dal caos cittadino e dare sfogo alla mia creatività.

Frequenti Scienze Motorie e, parallelamente, coltivi le passioni per l’arte, la musica e la scrittura. Quando hai cominciato a scrivere? Cosa vuoi fare “da grande”?

Invento e scrivo storie da quando ero piccolo. A dire la verità, si è sempre trattato di piccole idee che non trovavano una conclusione. È accaduto quando avevo diciotto anni che nella mia mente hanno cominciato a delinearsi idee più precise, che hanno permesso al mio primo romanzo di nascere. Da allora, la scrittura è diventata una parte fondamentale della mia vita; un’indescrivibile passione che vorrei tanto trasformare in una professione a tempo pieno.

Tra le tue passioni c’è, appunto, quella per la musica. Vuoi parlarcene un po’? Che cosa suoni? E’ un caso che la musica sia una delle protagoniste, sin dalle prime righe, del tuo romanzo? Penso ad esempio all’importanza che hai voluto dare all’immagine dello stereo (citando poi i Nightwish) e al fatto che uno dei personaggi principali, Anastasia, sia proprio una cantante dalla voce sorprendente.

Ho iniziato a suonare la chitarra quando avevo tredici anni, appassionato dal sogno di provare le stesse emozioni vissute dalle stelle del rock che tanto adoravo. La musica ha sempre fatto parte della mia vita ed io la amo quasi quanto amo scrivere; ascoltarla ha sempre fatto nascere in me immagini sovrannaturali e misteriose, che non sono mai riuscito a tenere rinchiuse nella mia mente e a cui ho dato sfogo soltanto scrivendo i miei romanzi. In questo romanzo è l’ispirazione derivata dalla musica a dare vita alle scene più sorprendenti e, come hai notato, è proprio Anastasia, con la sua voce e il suo carattere trasandato, a rappresentare l’emblema di questa passione.

Veniamo dunque al tuo romanzo d’esordio “L’angelo oscuro”. E’ stato inserito dalla 0111 Edizioni nel genere “Urban Fantasy”. Vuoi spiegare ai nostri lettori cosa significa “Urban Fantasy” e perché il tuo romanzo rientra in questo genere?

Il genere “Urban fantasy” si riferisce a quei romanzi che presentano all’interno elementi fantastici, non appartenenti alla realtà, ma inseriti in un contesto contemporaneo e cittadino. “L’angelo oscuro” ne fa parte in quanto presenta situazioni innaturali, fantasiose, ma è comunque ambientato ai giorni nostri e tratta vari aspetti e tematiche della società attuale.

La vicenda che narri ha certamente del “fantasy” ma, alla base, tratta temi difficili e delicati, come la violenza sulle donne e il suicidio. Come è nata in te l’idea di questa storia? Secondo quali criteri hai scelto poi il modo di narrarla? Non essendo argomenti semplici, immagino tu abbia cercato di affrontarli nel modo più rispettoso possibile.

L’idea è nata quando ho visto al telegiornale la notizia che parlava di un uomo che aveva violentato una ragazza ed era rimasto impunito. In quel momento ho sentito in me un sentimento di profonda ingiustizia, sconcertato al pensiero che un simile gesto non avesse portato ad alcuna conseguenza. Hai ragione, non sono argomenti semplici ed io certo non volevo parlare “alla pancia” delle persone, ma solo portarle a riflettere sulle profonde ferite che queste violenze lasciano nell’anima delle vittime.

Perché hai voluto mettere nero su bianco questa storia? Ho come l’impressione che sia una velata critica alla società attuale, dove i crimini restano spesso impuniti.

Hai ragione. Si tratta effettivamente di una critica a una società che troppo spesso lascia in secondo piano le esigenze degli individui, a causa di tempi processuali lunghissimi che rischiano di prendere in considerazione le ragioni delle vittime quando ormai è troppo tardi.

Altri temi centrali del tuo romanzo sono la vendetta e la giustizia. Credi che la vendetta sia necessaria per fare giustizia? Nella società attuale pensi ci sia bisogno di un “giustiziere” come il protagonista de “L’angelo oscuro”?

Nel mio romanzo chi rende giustizia alle vittime delle violenze è un angelo con poteri sovrannaturali, che sente la malvagità delle persone. Per questo, ovviamente, è impossibile pensare che nel mondo reale la giusta soluzione al problema sia “farsi giustizia da soli”, in quanto non sempre è facile sapere da subito che cosa sia questa “giustizia”. Inoltre, è lo stesso protagonista a rendersi conto col passare del tempo che la vendetta non può restituire alle persone ciò che hanno perduto.

Da lettore, per quale motivo compreresti il tuo libro?

Penso che sia un romanzo che non si limita a narrare una storia fantastica fine a se stessa, ma cerchi, attraverso i suoi protagonisti e la sua drammaticità, di fare scattare nella mente di chi legge una sorta di piccola riflessione su ciò che ci circonda e su ciò che accade. Per me, come lettore, amo imbattermi in un libro che abbia in sé qualcosa di più oltre la storia, qualcosa che emerge tra le righe e si coglie grazie a piccole sfumature presenti nella narrazione.

Jacopo, penso ci siano tanti giovani come te con lo stesso sogno di pubblicare un libro. Tu ce l’hai fatta. Cosa ti senti di consigliare a un autore esordiente con un libro chiuso nel cassetto? La tua esperienza con la 0111 Edizioni è stata positiva? Raccontaci un po’ …

Ciò che mi sento di consigliare è di avere molta pazienza, di curare la propria opera nel miglior modo possibile e, soprattutto, di evitare i malsani contatti con le case editrici a pagamento. Nel mio caso, sono stato fortunato ad imbattermi in una casa editrice come la 0111 Edizioni: trovare qualcuno che apprezza ed è disposto a pubblicare il tuo libro senza contributo porta una soddisfazione che è difficile spiegare. Con la sua attenzione e disponibilità, questa casa editrice è riuscita a farmi sentire tranquillo, consapevole che il mio romanzo era finito in buone mani.

Riguardo la promozione come ti stai muovendo?

La promozione, come un buon editing, è una parte fondamentale se si vuole vendere il proprio libro in tante librerie. Avendo pubblicato da poco e non avendo alcuna esperienza in materia, sto lentamente entrando nell’ottica e imparando molte cose: per ora ho ottenuto due articoli sulla Gazzetta di Parma, ho fatto una presentazione con molti presenti e in programma, nei prossimi mesi, ne dovrò mettere in atto almeno altre due. Un altro buon metodo è quello di utilizzare i social network (mi sono infatti messo su twitter) e ho creato una pagina Facebook, ma purtroppo mi sono accorto che per gestire certe pagine, come per i blog, è necessaria una costanza che io non possiedo. Per questo, per il momento ho intenzione di procedere per vie più tradizionali.

Hai già altri libri pronti per la pubblicazione? Vuoi anticiparci qualcosa?

Ho già terminato altri due romanzi e sono entrambi in fase di revisione. Al momento ne sto scrivendo un quarto, mantenendomi sempre su un genere che tratta elementi fantastici e si focalizza con grande attenzione sulla psicologia e i sentimenti dei personaggi. Sulla base di ciò, le mie opere spazieranno dalla narrazione di storie tragiche a toni più leggeri, che riescano a far scaturire nel lettore un piccolo sorriso nel bel mezzo dell’inquietudine.


Grazie Jacopo, ti auguro di riuscire a realizzare tutti i tuoi progetti.


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*(La biografia è stata fornita dall'autore)
*INTERVISTA A CURA DI IRENE PAMPANIN E DESTINATA IN VIA ESCLUSIVA ALLA RUBRICA TACUìN. E' VIETATA OGNI RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, DELLA STESSA.

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