Alba dalla Tofana di Mezzo

"Galoppa, fuggi, galoppa, superstite fantasia. Avido di sterminarti, il mondo civile ti incalza alle calcagna, mai più ti darà pace". D.Buzzati

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domenica 8 dicembre 2013

Racconto: "La favola delle stelle cadenti" di Irene Pampanin

tratto dal libro 



Vi  era un tempo in cui la terra era popolata da tutti gli astri dell’universo. Non  esisteva il giorno e nemmeno  la notte, c’erano pianeti, gnomi e fate, le stelle crescevano come fiori nei cieli immensi di quel mondo perduto.
Da qualche parte, tra i prati infiniti, alcuni uomini vivevano serenamente la propria esistenza priva di infelicità.
Un unico sovrano regnava incontrastato sopra ogni cosa: lo chiamavano tutti il re Blu ed era un cielo. Cieli ve ne erano tanti ma solo lui era così grande da riuscire a coprire tutta la superficie della terra.
Blu amava rifugiarsi da solo nel punto più alto della terra ma nonostante questo, qualcuno andava spesso a fargli visita. Le rocce riuscivano a parlare con lui e le montagne più alte arrivavano addirittura a guardarlo negli occhi.
Erano amici, Blu e le montagne, tanto che un giorno le soavi pietre d’eternità lo invitarono a scendere giù, a guardare più da vicino quello che era anche il suo mondo. Il re dapprima oppose resistenza ma loro lo presero per mano e lo trascinarono dolcemente più giù …
Blu rimase sorpreso nel vedere quante cose dall’alto non era mai riuscito a vedere. Sopra i tavoli le persone tenevano vasi con mazzi di stelle, sotto i funghi alcuni gnomi giocavano a nascondino, le fate lanciavano la loro polvere e dove essa si posava nasceva una stella.
Il re rimase affascinato da quelle piccole luci, ma ecco che all’improvviso qualcosa di meraviglioso si alzò davanti ai suoi occhi: era una fanciulla vestita di bianco, tra le mani teneva una manciata di quelle stelle che le illuminavano il viso come fosse una perla rara perduta in fondo al mare. I dolci lineamenti di lei accarezzavano ogni cosa che sfioravano e Blu era ormai perso nella luce  di quella ragazza con due laghi al posto degli occhi!
Nessuno sa quanto il re rimase a fissare quella fanciulla con le stelle, forse minuti, forse giorni, forse anni. Luna era il suo nome, una nuvola la sua casa.

Ma ecco che un giorno Luna non arrivò da sola. Vicino a lei qualcosa splendeva d’amore.
Sole le camminava accanto; da quando l’aveva incontrata era diventata la ragione per continuare a brillare. Sì, lui brillava per lei e il suo amore lo scriveva in tutti i cieli e lo raccontava a tutti i mari e tutti sapevano, tutti dovevano sapere che loro erano legati per un tempo che oggi si chiamerebbe “eterno”.

Blu sentì un sentimento di rabbia sconosciuto uscire dal suo cuore. Una saetta gli attraversò la pelle andando a schiantarsi su un albero vicino. Le montagne preoccupate si avvicinarono al re che in preda alla confusione chiese spiegazioni su quel che aveva appena visto. La roccia più coraggiosa cominciò a raccontare che Luna da anni partiva col suo cesto per andare a stelle. Ne raccoglieva tante perché quelle luci erano figlie delle fate e per questo contenevano un po’ della loro magia.
Un giorno si scontrò con Sole. Anche lui andava a stelle. Dal loro scontro nacque qualcosa che nessuno dei due aveva mai provato, qualcosa di così speciale da non poter essere mai più distrutto! Allora lo chiamarono “Amore”. Da quel giorno in poi, chiunque voleva sapere che cos’era “Amore”, doveva guardare loro, Sole e Luna: lei che non brillava senza lui, lui che non viveva senza lei. Loro che insieme spargevano Amore su qualsiasi cosa toccavano.
Blu zittì la roccia e d’improvviso si scatenò in lui una furia sconosciuta.
La sua ira tuonò nel cielo, fulmini e saette cominciarono a colpire ogni angolo della terra, un diluvio di acqua si scatenò per la prima volta sul mondo!
E fu il caos …
Seminò terrore, paura, rabbia. Scaraventò tutti gli astri fuori dalla terra, le fate fuggirono impaurite in un regno sconosciuto, gli gnomi scomparvero alla vista di chiunque. Solo gli uomini resistettero alla terribile furia del cielo.
Il re reso cieco dall’amore per quella fanciulla decise che lei e Sole non si sarebbero dovuti incontrare mai più. La strappò via da lui con tutte le sue stelle e la esiliò dalla parte opposta della terra! Vennero così il giorno e la notte, Sole e Luna destinati a inseguirsi per sempre senza incontrarsi mai.
Blu mise fine ad Amore o almeno così credeva …
Quando la sua ira si placò si accorse di avere cancellato parte del suo mondo: ora nemmeno le montagne osavano più toccarlo.
Raccolse le ultime stelle e le portò via con sé. Raccolse le lacrime di Luna e le lasciò ricadere piano. Per la prima volta nevicò.
Decise di salire su, più in alto e più lontano possibile, dove non poteva ferire con le sue mani, pentito per sempre di quel che aveva fatto.
Quando per la prima volta calò la notte, lanciò le stelle verso il mondo come fossero una richiesta di perdono ma le dolci luci si fermarono a mezz’aria, incapaci di tornare su una terra che da quel momento in poi sarebbe stata condannata alla distruzione.
E così fu … Sempre più uomini cominciarono a popolare la terra e sentimenti di rabbia, egoismo e violenza cominciarono a farsi strada tra la gente, fino al giorno d’oggi.
Ma l’amore no, non finì …

Sole e Luna si amano e amano ancora.
I sogni delle persone non sono altro che nuvole che salgono piano sopra le montagne, l’unico posto in cui possono essere liberi. E da lì  salgono più su, fino a Sole, fino a Luna … Ogni qualvolta uno dei due ascolta un desiderio, prende una stella dal suo cesto e la lancia nel cielo per farla arrivare fino alle mani dell’altro, per dirgli che ancora qualcuno ama e che allora il loro Amore non è mai andato perso.
Anche Blu è stato perdonato. Il re prima della notte si fa da parte e permette a Luna e Sole di incontrarsi un istante. Il tramonto non è altro che un loro bacio, le stelle cadenti dei fiori appartenuti a un mondo perduto di milioni d’anni fa, che Luna lancia al suo Sole e che il cielo si occupa di spargere sulla terra per ricordare a tutti che lassù ancora vive Amore.

Irene P.